Chirurgia

Presso lo Studio Oculistico Agresta l'assistenza oculistica è completa, dalla Clinica alla Diagnostica sino alla Chirurgia. Procedure anestesiologiche moderne consentono l'esecuzione di interventi complessi senza necessità di ricovero, potendosi eseguire in anestesia topica o locale, eliminando i disagi e i rischi dell'anestesia generale.
Chirurgia di superficie
Talvolta è necessario affrontare chirurgicamente patologie che interessano la superficie del bulbo oculare. Di seguito le condizioni che più di frequente richiedono intervento.
Pterigio
E' una malattia degenerativa della congiuntiva in cui si assiste ad una crescita progressiva del tessuto che si dirige sulla superficie corneale, sormontandola ed invadendo l'asse ottico e che può infiammarsi, creando disturbi ricorrenti (bruciore, rossore, sensazione di corpo estraneo). L'intervento prevede l'escissione e la ricostruzione della congiuntiva (congiuntivoplastica), utilizzando un lembo sano prelevato dall'occhio stesso. Possono essere applicati punti o può essere utilizzata colla ricavata da materiale biologico (colla di fibrina) per far aderire l'innesto.
Cheratocono
E' una condizione degenerativa della cornea (il tessuto anteriore e trasparente dell'occhio) in cui si assite ad uno sfiancamento progressivo che ne modifica la forma rendendola conica. Tale cambiamento causa una progressiva perdita della qualità e/o della quantità visiva, con sintomi come visione distorta, sfocata e sensibilità alla luce. Il cheratocono progredisce lentamente nel tempo con necessità di ricalibrazione frequente della prescrizione ottica.
Sebbene la causa precisa non è nota, il cheratocono può essere influenzato da fattori genetici e ambientali. La diagnosi avviene attraverso esami specializzati (topografia, tomografia, pachimetria corneale). Ad oggi l'unica terapia in grado di bloccare la patologia evolutiva è il cross-linking corneale, che ha grande applicazione negli stadi iniziali. Nei pazienti oltre i 40 anni è estremamente difficile - se non eccezionale - il riscontro di pazienti con indicazione al cross-linking poiché, per ragioni legate all'invecchiamento dei tessuti, il cheratocono non è più evolutivo.
La metodica consiste nell'applicare una radiazione UVA sulla superficie corneale mentre il tessuto corneale è imbibito con riboflavina. La tecnica classica, che ancora oggi garantisce l'efficacia maggiore (tecnica epi-OFF), prevede la rimozione del primo strato cellulare (epitelio) che ricresce spontaneamente nei giorni successivi all'intervento. L'effetto della radiazione con l'ossigeno atmosferico è quello di rinforzare i legami ultrastrutturali della cornea conferendo maggiore resistenza al tessuto.
Nei casi più avanzati o negli adulti l'intervento chirurgico non è mirato a bloccare l'evoluzione della malattia ma a correggere otticamente le anomalie visive provocate. Ciò può avvernire - a seconda dei casi - con interventi chirurgici corneali quali l'impianto di anelli intrastromali o il trapianto di cornea - lamellare (DALK) o a tutto spessore (PK).
La gestione della condizione è necessariamente personalizzata per adattarsi alle esigenze individuali.
Ritardi di guarigione dell'epitelio corneale
Talvolta le ferite della superficie oculare faticano a rimarginare nonostante un'adeguata terapia farmacologica. Ciò accade a seguito di ulcere, di interventi chirurgici, di ferite o causticazioni o in caso di secchezza grave della mucosa oculare. In tal caso può essere indicato l'innesto di membrana amniotica. Questa membrana, ottenuta dalla placenta, contiene fattori di crescita e sostanze benefiche per il processo di guarigione. L'intervento prevede l'applicazione della membrana alla superficie del bulbo oculare in maniera tale che resti in posizione il più a lungo possibile, idealmente il tempo necessario al riassorbimento spontaneo.
Asportazione di lesioni precancerose
E' necessario un adeguato inquadramento della neoformazione congiuntivale per una corretta pianificazione chirurgica e terapeutica. L'asportazione deve essere calibrata al fine di eliminare del tutto la lesione e, al tempo stesso, preservare il più possibile funzionalità ed estetica della superficie. Può essere associato un trattameno con farmaci antineoplastici topici opportunamente preparati in forma di collirio.
Chirurgia della cornea
La cornea è lo strato trasparente ed anteriore dell'occhio ed insieme al cristallino ne costituisce il sistema ottico principale. Affezioni che interessano la cornea hanno spesso un impatto significativo sulla capacità visiva. La chirurgia corneale può avere scopo principalmente rifrattivo (chirurgia rifrattiva - PRK, LASIK, SMILE, IOL fachiche), ovvero di primario miglioramento delle qualità ottiche dell'occhio, oppure strutturale (trapianti di cornea - PK, DALK, DSAEK, DMEK, innesto di cellule staminali limbari), laddove è utilizzato un tessuto da donatore per risolvere l'inefficacia metabolica, ottica o tettonica della cornea del paziente. Spesso tecniche corneali e tecniche di superficie si supportano e completano nel modellare l'approccio di cura migliore per il singolo paziente.
Chirurgia della cataratta
La cataratta, ovvero l'opacizzazione del cristallino - la lente interna all'occhio, è condizione comune dai 60 anni in su, potendo interessare tuttavia anche persone più giovani. Il processo di opacizzazione non può essere contrastato farmacologicamente e la risoluzione prevede la rimozione e la sostituzione del cristallino con una microprotesi - lente intraoculare, IOL - di materiale plastico tollerato, trasparente.
Esistono diverse tecniche per rimuovere la cataratta. Ad oggi la tecnica più consolidata è manuale con utilizzo di ultrasuoni (Facoemulsificazione, FACO). Al momento dell'intervento è possibile scegliere il tipo di lente intraoculare da impiantare. Si può decidere di correggere solo il difetto di opacizzazione e quello assiale (miopia e iperemetropia) - con lente intraoculare (IOL) standard - oppure utilizzare lenti "IOL Premium" che con tecnologie evolute possono correggere anche l'astigmatismo - IOL toriche - e la presbiopia - IOL multifocali e IOL multifocali toriche, IOL ad estesa profondità di fuoco (EDOF). E' necessaria una visita oculistica approfondita con biometria ottica e di un ascolto scrupoloso delle necessità e degli obiettivi del singolo paziente per valutare la migliore opportunità.
L'intervento di cataratta è "un intervento maggiore ad alta complessità" che, sebbene eseguito di frequente senza problematiche, talvolta può essere insidioso e complicarsi. Ad esempio i supporti anatomici normalmente utilizzati per l'impianto della IOL possono essere inadeguati per varie cause e può essere necessario impiantare la IOL in maniera alternativa. Tra queste, a seconda dei casi, può utilizzarsi una IOL da solco, una IOL a fissazione iridea, una IOL a fissazione sclerale, impiantate contestualemente all'intervento o in un intervento dedicato successivo (Impianto secondario di IOL).
Chirurgia del glaucoma
Il glaucoma è una malattia cronica degli occhi caratterizzata dal danno progressivo del nervo ottico, dovuto a deficit metabolico intracellulare. Tale deficit nutrizionale può essere secondario ad un danno ultrastrutturale indotto dall'aumentata pressione intraoculare e/o da fattori anatomici, vascolari e genetici.
La pressione elevata è il maggiore fattore di rischio modificabile, quello cioè su cui più facilmente si puo' incidere con la terapia per ridurre o bloccare la progressione del glaucoma.
Il glaucoma è asintomatico anche fino a stadi avanzati della malattia, pertanto tanto la diagnosi precoce quanto un adeguato trattamento tempestivo sono fondamentali.
I fattori di rischio includono l'età avanzata, la familiarità, la pressione intraoculare elevata e alcune condizioni mediche. Oltre la terapia con colliri ipotonizzanti (abbassano la pressione intraoculare) che rappresenta la base della terapia del glaucoma, sono diverse le procedure chirurgiche utili al controllo della patologia.
La trabeculectomia, è l'intervento classico e riferimento per il controllo a lungo termine della pressione intraoculare mediante la creazione di un canale di drenaggio filtrante del liquido intraoculare. I tubi di drenaggio o valvole sono dispositivi nati per facilitare il deflusso del liquido intraoculare in casi particolari, laddove sarebbe alta la probabilità di fallimento chirurgico con la trabeculectomia o in pazienti già sottoposti a diversi interventi di trabeculectomia, falliti.
La laser trabeculoplastica selettiva (SLT) è una procedura parachirurgica che può essere utile nei casi iniziali per ridurre la dipendenza dalla terapia farmacologica e procrastinare dosaggi maggiori della terapia stessa. In casi selezionati è possibile l'approccio mediante dispositivi microincisionali (MIGS).
Si tratta di dispositivi che rendono più prevedibile l'esito chirurgico, sebbene la tenuta a lungo termine sia inferiore rispetto alla trabeculectomia. Sono indicati prevalentemente in pazienti giovani e nei glaucomi iniziali.
La ciclofotocoagulazione è un'opzione in casi estremi - resistenti ai trattamenti convenzionali, per distruggere selettivamente i tessuti (corpi ciliari) che producono il liquido interno all'occhio (umor acqueo).
La scelta della procedura dipende dalla gravità del glaucoma, dalla risposta ai trattamenti precedenti e dalla salute generale del paziente. La consulenza di uno specialista è essenziale per determinare la strategia chirurgica più adatta alle esigenze specifiche del paziente.
Chirurgia palpebrale
La chirurgia palpebrale può essere estetica o funzionale. Tuttavia, trattandosi di una zona particolarmente delicata del volto, spesso l'aspetto funzionale e quello estetico si combinano a definire il risultato ottimale.
Blefarocalasi
La blefarocalasi è una condizione in cui, a causa della perdità di tonicità della cute palpebrale, si verifica un eccesso di tessuto cutaneo che determina sensazione di peso, disturbi visivi e talvolta riduzione del campo visivo, oltre a determinare effetti estetici negativi. La cura della blefarocalasi dipende dalla gravità dei sintomi e dalle esigenze del singolo paziente.
Piccole ridondanze cutanee - che hanno solo valore estetico - possono essere trattate con procedure parachirurgiche quali la blefaroplastica non chirurgica mediante plasma o CO2
. Per i casi più avanzati l'intervento chirurgico di blefaroplastica è l'unica soluzione realmente utile a risolvere il problema funzionale ed estetico.
Talvolta può essere utile ed opportuno associare anche un lifting del sopracciglio, quando la lassità cutanea interessa anche la regione sopraccigliare.
Di volta in volta vengono valutati gli approcci di trattamento migliori in base alla situazione specifica.
Ectropion
L'ectropion è una condizione che si verifica quando il margine della palpebra, solitamente della palpebra inferiore, ruota verso l'esterno, allontanandosi dalla superficie dell'occhio. Ciò può compromettere la distribuzione sulla superficie e la raccolta delle lacrime, alterandone la lubrificazione e causando sintomi quali secchezza oculare, irritazione, arrossamento e sensibilità alla luce.
Più di frequente la causa dell'ectropion è l'invecchiamento, per via della perdita di elasticità della cute, dei legamenti e dei muscoli che la compongono. Tuttavia può verificarsi anche a seguito di cicatrici o lesioni - per traumi o interventi chirurgici, essere espressione di malformazioni congenite o a seguito di paralisi del nervo facciale.
Il trattamento dell'ectropion dipende dalla gravità e dalla causa sottostante. In alcuni casi, possono essere utilizzati lubrificanti oculari o gocce per alleviare i sintomi. Tuttavia, quando l'ectropion è più grave o sintomatico, può essere necessario un intervento chirurgico per correggere la posizione della palpebra e ripristinare una normale funzione oculare.
L'intervento chirurgico mira a correggere la struttura delle palpebre, riducendo l'irritazione e migliorando la protezione dell'occhio. Possono essere utilizzate diverse tecniche (es. T. di Weingärtner, T. di Quickert-Sutcliffe,T. di Hirschper, grafting e plastiche) per il singolo caso, in una o più sedute chirurgiche.
Entropion
L'entropion si verifica quando una o entrambe le palpebre sono rivolte con il margine verso l'interno. L'inversione della palpebra causa sfregamenti continui delle ciglia sulla superficie dell'occhio, provocando irritazione, arrossamento, lacrimazione e sensazione di corpo estraneo. L'entropion può interessare uno o entrambi gli occhi e può essere causato da diversi fattori. Tra questi l'invecchiamento, esiti di condizioni infiammatorie e cicatrici e malformazioni congenite.
La terapia è essenzialmente chirurgica. In casi selezionati è possibile utilizzare la tossina botulinica, sebbene gli effetti non siano duraturi ed è necessario ripetere l'iniezione periodicamente. Le tecniche chirurgiche sono varie e possono essere usate singolarmente o combinate in base al quadro clinico. La terapia medica ha solo un effetto temporaneo in attesa del trattamento chirurgico.
Ptosi
Con questo termine si fa riferimento ad una condizione caratterizzata dall'abbassamento di una o entrambe le palpebre superiori. Questo fenomeno può limitare il campo visivo, causare affaticamento ed avere anche implicazioni estetiche. La ptosi si sviluppa generalmente nel corso della vita - ptosi acquisita - ma, sebbene rare, sono note forme di ptosi congenite. L'abbassamento palpebrale può essere espressione di un deficit primariamente del muscolo elevatore o delle strutture nervose. L'eccesso adiposo o di cute può peggiorare la ptosi e talvolta può essere consequenziale ad altre procedure (es. intervento per cataratta).
Calazio
Il calazio è una cisti ghiandolare (lipogranuloma) che interessa la palpebra superiore o inferiore e che si presenta in fase acuta con dolore - anche importante, rossore e talvolta secrezione. Questa condizione è causata da un'ostruzione degli sbocchi di alcune ghiandole sebacee collocate lungo la palpebra, note come ghiandole di Meibomio.La secrezione anziché fluire sulla superficie dell'occhio è sequestata all'interno delle ghiandole determinando infiammazione.
Il calazio può risolversi spontaneamente oppure può essere necessaria una terapia a base di antibiotici e/o cortisonici. Nei casi resistenti può residuare una formazione tondeggiante, apprezzabile al tatto e visibile ad occhio nudo dall'esterno. In tal caso, per ragioni estetiche o per fastidi persistenti, è utile rimuoverlo chirurgicamente. La rimozione può avvenire dall'esterno o dall'interno della palpebra, in base al caso clinico.
Neoformazioni palpebrali
Nella maggioranza dei casi si tratta di lesioni dal carattere benigno la cui rimozione ha prevalentemente ragioni estetiche e secondariamente funzionali. Tuttavia il comportamento clinico delle neoplasie palpebrali è estremamente diverso a seconda della grandezza, della localizzazione e delle caratteristiche istologiche. Il solo esame clinico permette generalmente di discriminare le caratteristiche tipiche di una lesione benigna da quelle di una lesione maligna.
E' possibile l'asportazione di lesioni francamente benigne con tecniche mininvasive (bisturi al plasma, argon-laser o taglienti microincisionali), per preservare quanto più possibile l'estetica della regione.
Tuttavia laddove l’obiettività clinica non è dirimente o nel caso una evidente lesione maligna, è necessaria l’esecuzione dell’esame istopatologico su una parte (biopsia incisionale) o tutta la neoformazione (biopsia escissionale). In generale è sempre buona norma eseguire l'esame istologico dopo l'escissione di una neoformazione dubbia.
Chirurgia della retina
La retina è un tessuto molto sottile e delicato situato nella parte posteriore dell'occhio ed è responsabile della trasformazione della luce in segnali nervosi che, inviati al cervello attraverso il nervo ottico, sono alla base della costruzione dell'immagine percepita. Il distacco di retina può determinarsi in presenza di fori, rotture o lacerazioni del piano retinico attraverso cui si insinua la componente più fluida del vitreo (il gel che riempie la porzione più posteriore dell'occhio) operandone il sollevamento progressivo - D. regmatogeno.
Meno frequentemente può essere dovuto a meccanismi trazionali - ovvero elementi che tirano il piano retinico sollevandolo, in assenza di soluzioni di continuo precedenti - D. trazionale.
Ancor più di rado, meccanismi infiammatori e/o essudativi possono dar luogo all'accumulo di fluido sotto il piano retinico. Tale accumulo, se massivo, scolla gradualmente la retina sovrastante - D. essudativo.
I sintomi comuni di un distacco di retina includono improvvisa comparsa di puntini luminosi, flash di luce, calo visivo improvviso, e la percezione di un'ombra semimobile nel campo visivo. E' una condizione urgente che richiede un approccio di cura rapido per prevenire o limitare la perdita della capacità visiva.
Sono diverse le tecniche utilizzabili per riparare un distacco e la scelta dipende dal tipo, dal tempo di insorgenza, da altre condizioni oculari concomitanti e dalla preferenza del chirurgo. Il paziente può essere coinvolto nel processo decisionale attraverso l'attenta spiegazione dei benefici e dei limiti di ciascun percorso di cura.
Sollevamenti retinici iniziali e periferici possono essere affrontati con tecniche mininvasive che prevedono trattamenti laser (barrage), eventualmente coadiuvati da tamponamento mediante gas, se a partenza dai settori superiori (pneumoretinopessia).
In assenza di complicanze, in pazienti giovani, l'intervento ab-esterno mediante cerchiaggio con banderella in silicone è generalmente preferibile. Laddove questo non sia applicabile o in presenza di meccanismi trazionali, la vitrectomia ovvero la rimozione del gel vitreo interno all'occhio, associata a trattamenti laser e tamponamento con aria, gas o olio di silicone è l'intervento di scelta, sebbene più invasivo.
Chirurgia dei traumi
Gli occhi sono organi molto sensibili e pertanto non di rado sono coinvolti in incidenti e traumi che interessanto il volto.
Poichè l'estensione della lesione è imprevedibile e può essere limitata ad un settore del bulbo oculare o interessare globalmente la struttura dell'occhio - palpebre, orbita e bulbo, la chirurgia dei traumi richiede un ampio bagaglio tecnico al chirurgo oculista per adeguarsi, spesso durante l'intervento stesso, a situazioni impreviste ed imprevedibili.
Talvolta, anche in situazioni estreme, con un buon lavoro e tanta pazienza è possibile ottenere un grande risultato.
Programmazione dell'attività chirurgica
La programmazione dell’attività chirurgica è mensile e l’erogazione delle prestazioni avviene secondo lista d’attesa, fatta eccezione per condizioni che richiedono un trattamento tempestivo che hanno priorità.
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